La riduzione dei livelli di colesterolo LDL rappresenta una priorità nella gestione del paziente a rischio cardiovascolare alto e molto alto, come suggerito dalle raccomandazioni della Società Europea di Cardiologia. Questo obiettivo va perseguito e mantenuto nel tempo nel rispetto dei criteri di appropriatezza prescrittiva. La riduzione dei livelli di LDL con i farmaci ipolipemizzanti è infatti il principale approccio farmacologico per stabilizzare il processo aterosclerotico. Le statine sono fondamentali nella riduzione del rischio CV e per questo vanno considerate terapia di prima scelta per la prevenzione e il trattamento delle patologie cardiovascolari. L’associazione con ezetimibe di una statina ad alta intensità può determinare una riduzione dei livelli di LDL fino al 65%, sufficiente al raggiungimento dei target terapeutici in una buona parte dei pazienti ma inefficace in quelli affetti dalle dislipidemie più gravi, quali quelle familiari. A questi si aggiungono quelli che non possono essere trattati perché intolleranti alle statine. Gli inibitori dei PCSK9 si sono dimostrati efficaci nella riduzione dei livelli di LDL, in associazione o meno con statine, con un’alta percentuale di raggiungimento dei target terapeutici ed una significativa riduzione degli eventi CV. Questi farmaci sono quindi uno strumento terapeutico che, ben integrato con le terapie standard, può permettere il trattamento della più ampia percentuale di pazienti affetti da ipercolesterolemia.
Il corso intende fare una “focus” sulle varie forme di dislipidemie, sui meccanismi di azione aterogena del colesterolo LDL, sull’importanza del raggiungimento dei target terapeutici definiti dalla Società Europea di Cardiologia e sul corretto utilizzo delle varie possibilità terapeutiche oggi disponibili. Inoltre, sarà oggetto di confronto e discussione la strategia di gestione di questi pazienti al fine di definire il percorso assistenziale più adeguato.